Viaggio a Monaco

Monaco ( in tedesco München ) è situata a breve distanza dalle Alpi Bavaresi. La capitale della Bavaria è apprezzata dai visitatori e dai suoi abitanti per molte cose. Una di queste è il fatto che riesca a combinare felicemente servizi tipici di una metropoli, con uno stile di vita sofisticato, con un’atmosfera casalinga, un po’ provinciale, simboleggiata alla perfezione delle fumose e allegre birrerie dove vanno tutti i membri della famiglia, oppure dalla BMW che ha qui la sua base, accanto ai milionari locali che non disdegnano di indossare i Tracht, i tipici calzoni bavaresi.

Il nome di questa città, come in effetti si è portati a pensare, è legato ai monaci ed a un monastero, originario del X secolo. Secondo la tradizione, in quel periodo, sulle rive del fiume Isar, venne fondata ” Muniche ” cioè luogo presso i monaci, un piccolo insediamento attorno al monastero di Tegernsee. Lo stemma della città ricorda proprio questo inizio : raffigura un monaco detto popolarmente ” Munchner Kindl “.

Dai primi documenti storici Monaco venne fondata da Enrico XII di Baviera, meglio conosciuto come Enrico il Leone, nel 1158. Quest’ultimo, duca di Sassonia e duca di Baviera, fece costruire un accampamento militare che avrebbe ricevuto lo status di città fortificata. Successivamente, a seguito della disfatta di Enrico contro l’imperatore Federico Barbarossa, Monaco e la Baviera vennero assegnate a Ottone di Wittelsbach.

Il profilo cittadino è stato modellato secondo il volere della dinastia reale più longeva di Germania, i Wittelsbach, che qui ha regnato per secoli, a cui appartiene Ludwig II, uno dei monarchi più visionari e romantici di tutta la storia dell’umanità. Anche quest’ultimo personaggio è un po’ il simbolo delle due anime di Monaco: una che lascia intravedere il benessere economico e l’altra legata a una tradizione fatta anche di leggenda. Ci sono musei che vantano collezioni di capolavori artistici di livello CIMG2125internazionale e l’offerta musicale e culturale è speeso superiore a quella di Berlino.

Le nostre classi sono partite alle ore 7,00 del giorno 23 Aprile e dopo sei ore circa di viaggio, interrotto da qualche fermata all’autogrill, sono arrivate a Monaco.          CIMG2124

Prima tappa il Deutsches Museum,il più grande museo della scienza e della tecnica del mondo.Le sue esposizioni interattive permanenti abbracciano la maggior parte dei campi della tecnica e i più significativi tra quelli delle scienze. Accanto ad originali storici come la prima automobile,  o il primo motore diesel, il museo propone centinaia di modelli, esperimenti e dimostrazioni che possono essere messi in funzione dal visitatore, sia a mano che premendo un pulsante.

 

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Al piano terra abbiamo visitato la miniera una delle più grandi esposizioni del Deutsches Museum. Numerose scene della sua storia sono state ricostruite in maniera fedele all’originale. Lungo il corridoio principale che si estende per una lunghezza di 900 m passando per le gallerie delle miniere, vengono rappresentate le diverse tecniche e procedimenti dell’industria mineraria come per esempio la costruzione e l’estrazione di pozzi, rilievi topografici in miniera, costruzione di miniere, saline e miniere di carbone, scavi (soprattutto estrazione di lignite). In locali a parte vi è un’esposizione dedicata agli attrezzi artigianali, ai macchinari delle miniere, al trattamento e alla raffinazione del carbone.

Al primo piano vi è il reparto dedicato all’aeronautica, è possibile trovare più di 50 aerei originali. Partendo da velivoli d’epoca e modellini (mongolfiere, dirigibili, aerei, elicotteri) viene presentata la storia dello sviluppo della tecnica dell’aviazione: dall’aliante di Lilienthal, passando dal noto aereo cargo Junkers Ju 52 fino al primo prototipo europeo dell’Airbus A300, senza dimenticare gli esordi dell’aviazione, le avventure dei primi avieri, gli audaci tentativi di volo usando ali simili a quelle di uccelli, i primi motori per aerei, i dirigibili e l’interesse militare alla nuova tecnica di volo.

Al secondo piano abbiamo visitato l’ esposizione dedicata alla produzione della carta  composta da tre stanze. Nella prima si vede come si faceva la carta nel passato:  modelli originali mostrano le fasi di produzione della carta in Europa a partire dal Duecento. La seconda stanza si occupa del passaggio dal mulino alla fabbrica della carta nell´Ottocento. Nella terza e ultima stanza è esposto il modello della macchina con la quale si produce oggi la carta. La macchina originale sarebbe troppo grande da esporre. Poi si è passati nella stanza della stampa,tra il 1440 e il 1450 Johannes Gensfleisch Gutenberg inventò la stampa tipografica, ossia la capacità di riprodurre in più copie la scrittura, senza un elevato dispendio economico. Essa ha rappresentato il trampolino di lancio che ha reso i libri accessibili a un vasto pubblico, ha fatto nascere giornali e riviste e in generale ha permesso la comunicazione scritta, uno strumento di diffusione fino ad allora sconosciuto. Quasi nessun’altra invenzione ha avuto un’influenza così profonda sulla cultura e sulla società umana.

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Dopo una notte movimentata , ma allegra, la mattina dopo ci siamo diretti verso il centro di Monaco. Sono tantissime le attrazioni turistiche da vedere e visitare a Monaco e le troviamo in gran parte del suo territorio urbano, nonostante molte, siano concentrate nel centro storico. La città si compone di diversi distretti, di cui i principali sono il centro storico , la zona Universitaria e la zona Olimpica.
Prima tappa Marienplatz la piazza è dominata dal Neue Rathaus (Nuovo Municipio), imponente edificio neogotico sede degli uffici del sindaco e dell’amministrazione CIMG2191CIMG2190comunale. Un’alta torre (81 metri) domina la facciata principale e cattura l’attenzione dei turisti perchè ospita il celebre Glockenspiel (letteralmente “gioco di campane”), il più grande carillon della Germania che si aziona tre volte al giorno: alle 11, alle 12 e, da marzo a ottobre, anche alle 17. Si compone di due piani: nel piano superiore sono rappresentati i festeggiamenti per il matrimonio del duca Guglielmo V con la principessa Renate von Lothringen (1568) mentre in quello inferiore viene rievocata l’antica danza dei bottai che simboleggia il ritorno di Monaco alla consueta normalità e alle feste dopo la fine della peste che la coinvolse dal 1515 al 1517.
In mezzo alla piazza si erge la Mariensäule: una colonna di marmo, abbellita alla base da quattro putti seicenteschi, sorregge la statua in bronzo dorato della Madonna, patrona della Baviera, eretta nel 1638 dal principe elettore Maximillian I come ringraziamento per la liberazione della città dagli Svedesi durante la guerra dei Trent’anni.

l’Alte Rathaus (Vecchio Municipio) realizzato alla fine del 1400 nella torre è ospitato un interessante museo del giocattoloCIMG2192 CIMG2193

Dopo Marienplatz, è Stachus la piazza più conosciuta e frequentata di Monaco. La parte più antica è la trecentesca Karlstor, una delle porte che delimitavano il primo nucleo della città.
Anche se il suo vero nome è Karlsplatz, i monacensi chiamano questa piazza Stachus. L’origine del nome “popolare” ci riporta a Eustachius Föderl, proprietario della locanda “Zum Eustachius” che sorgeva all’incirca dove oggi c’è il grande magazzino Kaufhof, mentre la denominazione ufficiale rende omaggio al principe elettore Karl-Theodor.CIMG2201 CIMG2203 CIMG2204 CIMG2205 CIMG2206 CIMG2207

Ed eccoci poi al Viktualienmarkt il più famoso mercato di Monaco e si trova nel pieno centro della città, negli anni ’50 il Viktualienmarkt tornò a rifiorire e venne arricchito di piccole e graziose fontane sparse qua e là tra i diversi banchi a ricordo di alcuni tra i più amati esponenti del cinema e del teatro popolare bavarese: Karl Valentin, il Charlie Chaplin bavarese. Oggi non si presenta come un comune mercato rionale, ma come una sorta di grande negozio all’aperto, con banchi ordinati, tutti rigorosamente di colore verde scuro e il Maibaum, il colorato albero del 1 maggio.CIMG2186 CIMG2187 CIMG2189    CIMG2185

La Residenz di Monaco si presenta come uno dei palazzi reali più grandi d’Europa, abitato dai Wittelsbach fino al 1918, anno della caduta della monarchia. Un complesso che alterna molti stili, dal rinascimentale al neoclassico, passando per il barocco e rococò. due grandi portali d’ingresso incorniciati dalla statua della Madonna, patrona della Baviera  e da quattro leoni in bronzo.Non dimentichiamoil giardino reale, l’Hofgarten, il cui accesso principale è dalla Odeonsplatz attraverso l’Hofgartentor (1816). Da notare i portici con affreschi dedicati alle gesta degli antichi Wittelsbach, al centro il tempietto dedicato a Diana che è un abituale luogo di ritrovo dei musicisti, le quattro fontane gemelle e al fondo la Cancelleria bavarese – il Palazzo del governo regionale – realizzata in un sapiente mix antico-moderno nell’ex Museo delle armi.CIMG2216 CIMG2217 CIMG2218   CIMG2219 CIMG2220 CIMG2221
Terminata la visita al centro storico ci dirigiamo con il pullman verso il Parco Olimpico, oggi un parco per il tempo libero amatissimo dagli abitanti di Monaco, fu costruito in occasione dei XX Giochi Olimpici estivi del 1972. Il parco, grande quasi 3 kmq, è sorto sul vecchio Oberwiesenfeld, la vecchia piazza d’armi, poi aeroporto militare. Il simbolo più noto del parco olimpico è la Torre olimpica (foto a destra) alta 290 m, con piattaforma panoramica (con buona visibilità si vede la catena alpina) e ristorante girevole, che entro un’ora permette all’ospite la vista aerea di tutta la città stando comodamente seduti a prendere un caffè.

 

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Poco lontano sorge ben visibile nel cielo di Monaco il grattacielo della BMW (foto sopra a destra), finito nel 1973. L’edificio architettonicamente eccezionale( formato da quattro torri cilindriche intorno a un “pozzo” centrale) .
Ed ecco davanti a noi il nuovo impianto dell’Allianz Arena lo stadio dove si allena e gioca il Bayern Monaco. Strutturato su tre anelli di diversa pendenza, la capienza dello stadio è di 69901 posti a sedere.

Ed infine eccoci a Dachau una località di Monaco che si trova a circa 15 Km a nord-ovest della città. Qui venne eretto il primo Campo di Concentramento del “Terzo Reich”. All’entrata ci si trovava davanti una grande piazza, il piazzale di appello, dove ogni mattina e ogni sera aveva luogo la rassegna dei prigionieri. Qui venivano pure inflitte punizioni corporali pubblicamente. Dal piazzale di appello si entrava in un bellissimo viale alberato costeggiato dalle 30 baracche. Le baracche di sinistra , numerati con cifre pari da 2 a 30 erano abitate dai prigionieri lavoratori. Le prime due baracche di destra formavano il reparto di infermeria.

 

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Dietro il filo spinato si trovava il forno crematorio(foto a destra) del campo. Inizialmente era un a baracca di legno ma fu poi fatto ricostruire in pietra dai prigionieri ( in particolar modo dai componenti della compagnia di punizione).
Collegata al forno era stata costruita una camera a gas. Ma tale camera a Dachau non funzionò mai. Era formata da uno spogliatoio, una doccia e una camera mortuaria. Le docce erano in realtà coperchi che nascondevano gli sbocchi delle condutture di gas.

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