Visita alla Mostra di Paolo Veronese

Noi ragazzi della terza media, mercoledì 23 settembre, siamo andati in uscita alla mostra dei quadri dell’artista Paolo Veronese, che si è tenuta al palazzo della Gran Guardia. Accompagnati dalla guida abbiamo potuto ammirare le bellissime opere che riguardano più tematiche diverse, dalle opere di significato spirituale a dei “semplici” ritratti.

Il suo vero nome è Paolo Caliari, venne soprannominato Veronese quando si trasferì a Venezia all’età di trent’anni circa. La sua pittura venne influenzata dal manierismo, di cui Michelangelo era il massimo esponente e dal quale prese i colori luminosi e accesi. I suoi quadri erano molto richiesti dai monasteri e, dai nobili che volevano splendide opere o propri ritratti da esporre nelle loro ville. Una delle tante doti artistiche di questo pittore era quella di saper rappresentare in tutti i dettagli i tessuti, rendendoli molto realistici e raffinati. Come nel ritratto di Nobildonna Veneziana , ora esposto in prestito alla mostra ma di proprietà del Museo del Louvre di Parigi.

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Un’ altra  componente essenziale dei suoi quadri era che i suoi dipinti erano ambientati nella sua epoca infatti appaiono elementi dell’architettura del ‘500.L’impostazione architettonica e spaziale risulta una prerogativa fondamentale delle opere di Veronese non solo nelle decorazioni in villa, ma anche nei dipinti a carattere religioso. L’organizzazione dello spazio doveva guidare l’occhio dello spettatore nella lettura dell’immagine. Come nel ” Matrimonio mistico di Santa Caterina ” adotta uno stile ascensionale da destra a sinistra.

 

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Tra i bellissimi dipinti di Veronese abbiamo potuto notare come venivano ritratte Le Cene, una in particolare: la Cena a casa Levi grande una parete intera. In genere le opere con le cene ritratte venivano donate ai monasteri e lì conservate.

cena levi

Nei dipinti di Veronese assumevano un importanza particolare gli animali,soprattutto il pappagallo che rappresentava un inno alla Madonna.L’unico animale incatenato nei dipinti era la scimmia che rappresentava il male.

Infine abbiamo fatto un laboratorio utilizzando tessuti diversi e creando con i colori un bellissimo pappagallo!Partendo da una simpatica riproduzione di un pappagallo gli studenti hanno colorato l’immagine secondo la tecnica del frottage,cercando di recuperare la percezione del rilievo dei tessuti veronesiani.

 

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