Corso di primo soccorso

Oggi, giovedì 21 gennaio noi, classi 3^C e 3^D, abbiamo assistito alla lezione di pronto soccorso e di primo soccorso, presentata dall’operatore della Croce Verde Eros Signoretto.

L’operatore ha iniziato col spiegarci la differenza tra PRIMO SOCCORSO e PRONTO SOCCORSO. Il primo soccorso è l’aiuto che si presta al soggetto infortunato prima dell’arrivo dei soccorsi da personale NON QUALIFICATO. Il pronto soccorso invece è l’aiuto che si presta al soggetto infortunato effettuato da personale QUALIFICATO.Dopo questa piccola , ma essenziale spiegazione, il signor Eros ci ha fatto vedere due video di 5 minuti l’uno dove vi erano degli amici che giocavano a calcetto, ma ad un certo punto un amico si sente molto male e va in arresto cardiaco. Nel primo video la reazione degli amici è sbagliata, infatti vanno in panico, chiamano i soccorsi troppo tardi e non effettuano le giuste manovre, di conseguenza l’amico muore. Nel secondo video invece la reazione degli amici è corretta, mantengono la calma, chiamano il 118 e procedono con il massaggio cardiaco, infatti l’amico riesce a salvarsi. L’operatore ci ha fatto notare le azioni che hanno salvato l’amico: la chiamata ai soccorsi e il massaggio cardiaco. Queste azioni, infatti, sono fondamentali e sono di vitale importanza per salvare una persona che va in arresto cardiaco.

I vari tipi di intervento

Esistono tre tipi di interventi: l’intervento non urgente, l’intervento urgente e l’emergenza. L’intervento non urgente è differibile, un esempio sono le ferite superficiali, i traumi senza fratture o i malori risolti senza terapia. L’intervento urgente, invece, coinvolge i parametri vitali ( respiro, stato di coscienza, battito cardiaco), che sono ancora presenti ma non funzionanti del tutto e potrebbero peggiorare con il passare dei minuti. Un esempio sono i traumi con fratture, colpi di calore, le emorragie contenibili o il dolore toracico. L’emergenza coinvolge i parametri vitali, che in questo caso sono già compromessi. Un esempio sono lo shock, il coma, l’infarto,l’insufficienza respiratoria, l’ictus, le emorragie gravi, le ustioni estese o la folgorazione.

Cosa Fare

Per prima cosa, quando una persona va in arresto cardiaco, è mantenere la calma, valutare se il luogo dove ci si trova è al sicuro, anche a livello ambientale, infatti bisogna proteggere l’infortunato, ma prima di tutto bisogna proteggere se stessi. Dopo aver effettuato questo controllo si procede chiamando i soccorsi ( il numero è il 118, è gratuito e disponibile 24h su 24h).

Quando chiamare

Di fondamentale importanza è capire se è necessario chiamare i soccorsi. Sono da chiamare assolutamente quando si tratta di un trauma cranico, un dolore al petto molto intenso, un’emorragia grave o una folgorazione. La chiamata è valutabile quando si tratta di ferite non gravi, emorragie non gravi oppure traumi agli arti.

Cosa dire quando si chiama il 118

Quando si chiama i soccorsi è indispensabile dare il maggior numero di informazioni e il più possibile precise, perchè tutto è importante:

  • Per prima cosa mantenere la calma:
  • Dire all’operatore cosa è accaduto in modo dettagliato:
  • Dire il numero delle persone coinvolte; dire se c’è necessità di aqvvisare altri enti;
  • Fornire indirizzo e punti di riferimento;
  • Comunicare il numero di telefono da cui si chiama.

Cosa fare dopo la chiamata

Dopo aver chiamato i soccorsi, valutare se l’infortunato è cosciente, se non lo è liberare le vie aeree e posizionarlo di lato, tirare indietro la testa alla persona e, se si è capaci, procedere con il massaggio cardiaco fino all’arrivo dei soccorsi.Il massaggio cardiaco si effettua con 30 compressioni al torace e 2 ventilazioni. Questo procedimento, non rianima la persona, ma fa mantenere il cuore ” vivo” anche se non batte in maniera regolare. Quando il cuore si trova in questo stato si ha un ” caos elettrico”.

La morte cardiaca improvvisa:

A volte però l’infortunato può morire sul colpo per una morte cardiaca improvvisa. Può colpire sia una persona che pratica sport e che è ben allenata, sia un sedentario, che però corre più rischi della persona allenata. I segni di allarme sono: un dolore molto forte al centro del torace, alla mandibola, alla gola o simile al mal di stomaco, la difficoltà respiratoria o denso di debolezza, nausea o vomito e sudorazione. La morte cardiaca improvvisa può accadere sia quando si è sotto sforzo, sia quando si è a riposo.

L’ostruzione delle vie aeree:

Il signor Eros ci ha parlato dell’ostruzione delle vie aeree, cioè quando ” va di traverso ” qualcosa a una persona, quest’ultima non riesce più a respirare e rischia la morte. Il volontario ha chiesto in particolar modo la nostra attenzione, perchè potrebbe succedere anche quando facciamo merenda a scuola. ci ha poi spiegato che ci sono due tipi di ostruzione: quella parziale , quando la persona tossisce, fa fatica a parlare e a respirare, e totale , quando la persona non respira, non emette suoni e non riesce parlare. In questo caso la faccia dell’infortunato diventa sempre più viola, e noi dobbiamo intervenire. Il signor Eros ci ha insegnato due metodi: il primo è il metodo di battere lateralmente sulla schiena, il secondo quello di prendere la persona da sotto il torace e spingere in su, in modo tale che il cibo possa risalire, anche se con un po’ di fatica. Se la persona sviene, noi dobbiamo stenderla e spingere sotto il torace, e controllare regolarmente la bocca, perchè il cibo potrebbe essere risalito.

Ed ora la prova pratica!!!!!

 

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Chiara Bertoli