ARENAMUSEOPERA

Il giorno 27-2-2015 siamo andati al museo AMO (ArenaMuseOpera) che si trova a Palazzo Forti, nel centro storico di Verona.

Siamo partiti da scuola alle 8.10 e abbiamo camminato fino a una via vicino alla chiesa di Sant’Anastasia. Di fronte al conservatorio c’è l’entrata al museo.

Appena entrati, abbiamo depositato i nostri zaini e le giacche in una stanza. Dopo ci siamo divisi in due gruppi e abbiamo visitato le varie stanze del palazzo.

Palazzo Forti fu donato da Achille Forti, attorno al 1910, alla città di Verona e doveva avere la funzione di museo legato all’opera, alla lirica.

Le guide ci hanno spiegato che ogni estate vengono eseguite le opere liriche in Arena, ma spesso alcune notti saltano perché piove. Per questo inconveniente, si sta sperimentando un modo per assistere alle opere liriche anche quando piove.

In Arena, nell’antichità, non si assisteva alle opere liriche, ma qua si svolgevano i combattimenti tra gladiatori.

In una stanza abbiamo visto vari ritratti di compositori molto importanti e famosi, tra cui Mozart e Giuseppe Verdi. Abbiamo visto che sulla copertina del libretto, o copione, c’è scritto, oltre al titolo dell’opera, anche chi l’ha musicata e chi l’ha scritta (serve al pubblico). Su un solo foglio pentagrammato usato dal direttore d’orchestra ci sono le note per i diversi strumenti dell’orchestra, cosicché il direttore ( d’orchestra ) non deve continuare a cambiare il foglio.

Abbiamo anche appreso che ogni particolare di un vestito può far cambiare l’idea di chi lo può indossare, anche solo la posizione di una sciarpa.

In una stanza abbiamo fatto un gioco a coppie: dovevamo scegliere chi premeva “tocca” e chi “touch” sul libretto pentagrammato, e si premeva quando la guida faceva il segno come il direttore d’orchestra fa ai suoi musicisti. Lo scopo era premere tutti a tempo e quando accadeva, il libretto s’illuminava. Abbiamo visto figure e oggetti presenti nella scenografia dell’Aida, come un gatto egizio o affreschi di dei. Pesano poco perché devono essere trasportati dentro e fuori dall’Arena.

La guida ci ha raccontato la leggenda della rottura di uno specchio in una stanza del palazzo. La leggenda racconta che Napoleone, ospite nel palazzo, abbia voluto frustare il servitore venuto per svegliarlo, ma la cinghia andò a colpire l’importante specchio appeso alla parete rompendolo. Lo specchio invece, in verità, si ruppe a causa di una candela appoggiata sotto ad esso in un punto critico che lo fece frantumare.

Abbiamo visto i figurini: disegni e schizzi di vestiti, tra cui abiti classici e bizzarri.

Un’intera stanza era dedicata a Maria Callas, miglior soprano di tutto il “novecento”. Abbiamo visto i suoi magnifici gioielli.

Alla fine abbiamo fatto un laboratorio dove ci siamo divisi in tre gruppi: costumisti e modelli, scenografi, re e guerrieri. Ci siamo preparati per fare il nostro “dovere“ in una mezz’oretta e poi abbiamo esposto ai nostri compagni quello che avevamo realizzato.

Attorno alle 12.15 siamo tornati a scuola.

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